Introduzione Madonna di Corsignano

Protettrice di Giovinazzo è la Madonna venerata sotto il titolo di Corsignano. Avrebbe preso questo titolo dal casale in cui originariamente fu venerata l'icona con la sua effigie. La tradizione, che si tramanda dal secolo XVII, vuole che il quadro sia giunto a Giovinazzo nel periodo delle crociate. Si narra, infatti, che fosse stato portato in Giovinazzo da un crociato di nome Gereteo, di ritorno appunto dalla Terra Santa. Vari studiosi, critici d’arte poi hanno ascritto l'icona al sec. XIII.

Alterata nel corso dei secoli, questa icona fu sottoposta ad un accurato lavoro di restauro nel 1954. 

Circa i festeggiamenti in onore della Madonna di Corsignano, le prime fonti documentarie sono del secolo XVI, anche se il testo Del casale di Corsignano in territorio di Giovinazzo e dell’antico suo dipinto, pubblicato nel 1887 dallo storico Giuseppe De Ninno, riporta la trascrizione di un atto del 1388, con il quale il Vescovo dell’epoca avrebbe proclamato la Vergine di Corsignano patrona di Giovinazzo. Una testimonianza certa della devozione alla Madonna di Corsignano è negli atti della Visita Pastorale compiuta nel 1553 dal vescovo di Giovinazzo monsignor Brizianos de la Ribera, nei quali si legge che esisteva in Cattedrale, in cornu evangelii, un altare a Lei dedicato, privo però di immagine. L’icona, infatti, continuava a permanere ancora nella chiesetta rurale, quando nel 1639 il Vescovo Carlo Maranta nel suo Sinodo diocesano disponeva quando e come si dovesse tenere la processione in onore della patrona.

Il popolo di Giovinazzo era solito invocare la Madonna di Corsignano anche in diverse circostanze, soprattutto durante i periodi di siccità, portandone in processione l’icona. Testimonianza di ciò è nella seconda parte del Corteo Storico che dal 1967 si tiene ogni anno il sabato precedente la festa, a cura dell'Associazione Pro Loco. Lo stesso Corteo vorrebbe ricordare anche come dalla sua primitiva dimora rurale il quadro della Madonna sia stato traslato in Cattedrale. Finora non è stato rinvenuto alcun documento che attesti quando ed in che forma tale traslazione sia avvenuta, certo è però che è rimasto un legame dei Giovinazzesi con il primitivo luogo di culto della Vergine di Corsignano, presso il quale annualmente si recano in pellegrinaggio e dove fino agli anni '50 vi si portavano anche, incluso in un addobbo a forma di stella e montato su di un carro agricolo, un quadro dipinto dal giovinazzese Fedele Marrano (pittore e decoratore). 

Nel 1950, a ricordo dell’Anno Santo, fu compiuto un grossolano errore, fu infatti costruita una cappella in onore della Madonna di Corsignano in un sito non lontano dalla sua originaria dimora, la chiesetta oggi detta del Padre Eterno. Certamente dopo il trasferimento dell’immagine in Cattedrale, i Giovinazzesi, fortemente legati alla propria Patrona, nel 1855 aprirono un contenzioso, durato poi oltre 40 anni, con l’Arciconfraternita del Santissimo Sacramento, per il trasporto a spalla del quadro durante la Processione solenne.

Circa le caratteristiche del quadro della Madonna, dalla relazione inviata a Roma nel 1688 dal Vescovo Agnello Alfieri, si evince che allora era provvisto di cornice lignea. 

Nel 1734, poi, durante l'episcopato del vescovo Paolo de Mercurio, questa venne sostituita da una nuova edicola in argento, che nel 1897 venne poi rifusa per ricavarne l’attuale, realizzata in Roma da Costantino Calvi ed Eugenio Maccagnani su disegno dell’architetto romano Ettore Bernich.

Sia l’attuale edicola che la precedente erano abbellite da un manto di tessuto pregiato. Di quello che ornava l’antica edicola è, purtroppo, rimasta solo una foto, mentre ben tre manti esistono dell’attuale edicola. Essi sono testimonianza della devozione verso la Madonna di Corsignano dei marittimi giovinazzesi, che negli ultimi anni con un particolare rito trasportano il manto della Madonna dall’Istituto delle Suore Vincenziane, ove è custodito, sino in Cattedrale. 

A testimonianza della devozione della gente di mare verso la Vergine di Corsignano restano alcuni ex voto: diverse tavolette di sapore naif ed alcuni oggetti di valore, tra i quali spiccano appunto due imbarcazioni d’argento. Come testimoniano i vari elenchi di oggetti votivi, redatti in diversi tempi, nel corso dei secoli tanti sono stati i doni dei giovinazzesi alla Vergine, doni che venivano deposti non solo in chiesa davanti all’icona venerata, ma anche davanti alla così detta Madonna Pellegrina, un quadretto di proprietà del Comune, (che oggi fa bella mostra di se nello studio del Sindaco) e che veniva portato in giro per la città, al fine di raccogliere offerte per i festeggiamenti. L’iconografia della Vergine in questo quadretto è diversa da quella dell’icona, ma è riproposta in buona parte delle già citate tavolette ex voto.

Copie dell’immagine della Madonna sono presenti per le vie della città e nella casa di più d’un giovinazzese. In alcune la Vergine è riprodotta secondo l’iconografia della così detta Madonna Pellegrina, in altre secondo la tradizionale iconografia dell’icona.

Alcune ricerche archivistico/bibliografiche e fotografiche hanno consentito di rilevare l’esistenza di altre copie diffuse già dal secolo XVIII, anche se non ci è dato sapere quale iconografia avessero. E' certo che in quell'epoca la Madonna di Corsignano fu venerata persino in terra abruzzese, ove risiedeva un Vescovo, di cognome appunto Corsignani, al quale nel 1728 il vescovo di Giovinazzo, Giacinto Gaetano Chiurlia donò copia del nostro quadro. Certamente fu sotto l’episcopato dei vescovi Chiurlia e de Mercurio, che il culto della Madonna di Corsignano si incrementò, tanto da diffondersi sia la pratica della così detta sabbatina in suo onore, che le produzioni poetico-musicali i così detti Oratori sacri, quattro solo dei quali sono pervenuti fino a noi e sono stati riediti nel 1999 e 2001. Dal 1731 poi cominciò a divugarsi l’usanza di imporre il nome Corsignana alle bambine.

A seguito del fenomeno migratorio nei secoli XIX–XX anche molti giovinazzesi hanno raggiunto l’America, il Canada, l’Australia, l’Argentina, dove hanno diffuso il culto della Madonna di Corsignano intorno a copie della sua effigie.

Fonte: madonnadicorsignano.it