Intervista al nuovo Vescovo dell'Arcidiocesi di Trani, Barletta e Bisceglie, S.E. Monsignor D'ASCENZO

«La Chiesa non dà posti di lavoro, ma è un nostro dovere educativo, nei confronti dei giovani, essere loro vicini, accompagnarli, dare loro sicurezza con riferimento al futuro e, soprattutto, al lavoro».

Così Monsignor Leonardo D'Ascenzo, alla vigilia dell'ordinazione episcopale che avrà luogo domani, domenica 14 gennaio, alle 16, nel palasport Bandinelli, a Velletri. Lì, fra poche ore, don Leonardo diventerà ufficialmente vescovo, in vista dell'ingresso nell'arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie e Nazareth, per la quale è stato nominato arcivescovo lo scorso 4 novembre.

Le dichiarazioni sono contenute in una video intervista realizzata da Costantino Coros, direttore dell'Ufficio comunicazioni sociali della diocesi di Velletri, intorno a stato d'animo e progetti del neo presule della comunità cattolica diocesana alla vigilia del doppio appuntamento che cambierà la sua vita ma non, sostanzialmente, il suo ministero sacerdotale. Una missione finora compiuta nel Lazio, la sua regione nativa, e sviluppatasi soprattutto come rettore di uno dei più importanti seminari del centro Italia, vale a dire quello di Anagni.

«I giovani - riprende mons. D'Ascenzo - hanno il diritto di essere di essere accompagnati. Certo, come Chiesa noi non possiamo garantire loro un posto di lavoro o chissà quale futuro da un punto di vista lavorativo, ma abbiamo il dovere di accompagnarli affinché assumano un atteggiamento, nei confronti del loro futuro di vita, che sia positivo. Il futuro, concretamente, nessuno lo conosce, però dobbiamo educare i giovani perché vivere con una speranza bella il loro futuro fra due certezze: la prima è la presenza di Dio - spiega l'arcivescovo di Trani -, benedicente nei riguardi nostri e dei giovani; la seconda certezza la compagnia della Madre di Dio, che abbiamo celebrato a capodanno e intercede per noi».

Ma come si prepara, don Leonardo, a trascorrere le ultime due settimane nel Lazio prima dell'ingresso a Trani? «Nella maniera più ordinaria possibile - è la sua risposta -. Porto avanti i miei impegni in seminario e poi qualche altra piccola mansione in diocesi. Sto cercando di vivere questi giorni soprattutto come tempo di affidamento al Signore, e quello che sento di dire alle persone della diocesi di Trani è che ecco le porto tutti nel cuore perché, da quello che mi arriva, sento che anche loro mi hanno lasciato spazio nel loro cuore e nella loro preghiera. Quindi, un rapporto vicendevole di attenzione ed accompagnamento nella preghiera. Poi - conclude -, quando starò lì con loro, vedremo quello che ci aspetta e, insieme con loro, di comprendere soprattutto quello che il Signore porta in cuore per l'intera diocesi».

Tornando ai giovani, molti parlano dello stesso don Leonardo, 56enne, quale «vescovo giovane». Lui sorride e, un po' ci scherza su: «Nella Chiesa abbiamo, probabilmente, un modo di valutare l'età che dovrebbe essere un pochino ricalibrato, perché 56 anni di vita non è che siano proprio così pochi. In 56 anni una persona ha già vissuto una certa esperienza, per cui da un lato mi sta bene essere considerato un vescovo giovane, dall'altra l'età ed il tempo passano comunque velocemente».

Fonte: radiobombo.it

Posted by Nicola Caputo Saturday, January 13, 2018 2:06:00 PM Categories: Trani
@Trani Religiosa
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