Storia Madonna del Pozzo

Il 30 agosto 1705 è la data in cui il sacerdote don Domenico Tanzella, dopo essere guarito da grave malattia che lo costringeva a letto bevendo l'acqua del pozzo di "Santa Maria", scendendo nella cavità del pozzo del Piscino trovò sulla parete che volgeva a mezzogiorno un'icona bizantina della Santa Vergine. Nella difficoltà della discesa con una scala a pioli le candele di cui erano dotati il Tanzella e altri tre amici caddero in pozze di acqua ma continuarono ad ardere, dopo aver pregato il sacerdote decise di staccare l'immagine della Vergine per portarla a Capurso ed esporla a pubblica venerazione, ma ecco un altro prodigio, miracolosamente il dipinto si distaccò dalla parete del pozzo e si portò tra le sue braccia. Rientrato a Capurso don Domenico espose l'icona nell'erigenda cappella patronale dei Tanzella dedicata a san Lorenzo Martire. Sarebbero stati registrati numerosi miracoli, tra gli altri quello di una certa Caterina, storpia da molti anni, moglie di Lorenzo Maffiola. La Madonna le sarebbe apparsa in sogno e le avrebbe detto che se voleva guarire doveva recarsi nella nuova cappella del Tanzella e avrebbe ricevuto la grazia. Il giorno successivo Caterina si trascinò là e con calde lacrime implorò la guarigione. Improvvisamente avrebbe sentito un brivido e un vigore mai sentito prima, provò a camminare e ci riuscì. La gioia esplose incontenibile e con lei quella dei presenti. Alla notizia di questo nuovo miracolo cominciarono ad affluire a Capurso curiosi e pellegrini, sempre più numerosi, da paesi vicini e lontani, a piedi e con ogni mezzo disponibile all'epoca, cantando inni popolari spontanei che glorificano Maria ancora oggi nella festa dell'ultima domenica d'agosto. Tutti volevano toccare e venerare la miracolosa icona di Santa Maria trovata nel pozzo, si era nel gennaio del 1706. Da questo ritrovamento e da questi fatti si avvierà il culto della Madonna del Pozzo. 
Nel 1849 il Duca di Serracapriola chiese al Re Ferdinando II, come sindaco apostolico degli Alcantarini di Lecce, di acconsentire all'incoronazione in oro della prodigiosa icona della Madonna del Pozzo. La richiesta approdò prima nel consiglio di stato il 23 maggio 1850. Ferdinando II concesse di buon grado l'approvazione emore ancora del pellegrinaggio a Capurso ai piedi della Vergine, era il 15 maggio 1850. Gli alcantarini e i devoti della Madonna del Pozzo si misero subito al lavoro alla preparazione dei Titoli da inviare a Roma al Papa. Gli Atti del Processo furono esaminati dal Capitolo Vaticano il 14 settembre che nello stesso giorno sancì l'incoronazione in oro della sacra icona della Madonna del Pozzo di Capurso. La velocità con la quale si autorizzò all'incoronazione fu data dalla grandissima attenzione data alla Vergine del Pozzo dalla moltitudine di fedeli, semplici popolani, Vescovi, alti prelati, dal Re in persona e dal Papa. L'evento fu fissato per il 20 maggio 1852, si raccoglievano in tutto il Regno di Napoli le offerte per le spesa da affrontare per l'evento. Le corone della Vergine e di Gesù bambino furono donate dal Capitolo Vaticano, lavorate a Roma sul modello di quelle reali di Spagna. Il Papa volle affidare al Cardinale D.Mario dei Conti Mattei, arciprete della Basilica Vaticana, il compito di incoronare la Madonna a Capurso. L'alto prelato fu accompagnato dai canonici Alberto Barbolani e Lorenzo dei Conti Lucidi, un viaggio festoso e trionfale che attraversò la Campania e la Puglia per giungere a Capurso la sera del 16 maggio, accolto da esultanza popolare. I festeggiamenti ebbero subito inizio con il triduo di preparazione. Si respirava a Capurso aria di festa, le vie erano abbellite da scenografiche luminarie in stile gotico, come la facciata del Santuario al cui lato si erigevano due orchestre per le bande musicali. Il 20 maggio il Card. Mattei sali fino alla nicchia, in cui ancora oggi è custodita l'immagine della Madonna del Pozzo e depose sul capo della Vergine e del Bambino le corone tra l'osanna dei presenti e il suono delle campane e l'applauso dei pellegrini giunti da ogni dove del Regno di Napoli. Seguì la processione meridiana della statua lignea della Madonna del Pozzo con al partecipazione del Card Mattei, delle autorità civili e militari del Regno e della sterminata miriade di fedeli e pellegrini. 
Nella memoria storica e popolare si ricordano le due visite di Ferdinando II di Borbone, re delle Due Sicilie. La prima, vide il Re con il suo seguito a Capurso durante un viaggio in Puglia l'8 maggio 1831. La seconda, voluta ed organizzata con la presenza di tutta la Famiglia Reale, il 25 maggio 1847, la visita ufficiale ebbe come momento culminante la preghiera dei Sovrani ai piedi della Madonna del Pozzo. La terza visita programmata per la solenne incoronazione del 1852 non ebbe luogo perché a Napoli erano ospiti gli Imperiali Principi di Russia. I frati alcantarini realizzarono in ricordo delle reali visite una grande lapide, che ancora oggi si può visitare nella sacrestia del Santuario. Ricordiamo la grande devozione della regina Maria Isabella, madre di Ferdinando II, verso la Madonna del Pozzo. Maria Isabella oltre ai molti donativi offerti, praticava il novenario di preparazione alla festa dell'ultima domenica d'agosto. Di sua iniziativa la realizzazione nella cappella di San Giuseppe di un ricco altare e una nicchia marmore per la Madonna del Pozzo, che papa Pio IX volle rendere ancora più celebre donando un grosso cero ricoperto di motivi floreali. La Madonna del Pozzo di Capurso è co-patrona dell'ex Regno delle Due Sicilie.

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