Cenni Storici Madonna del Rosario

Ogni anno la prima domenica di ottobre si rinnova la processione della Vergine del Rosario che coinvolge con il suo apparato la città che numerosa vi partecipa e si stringe intorno a Maria in preghiera. Gesto concreto di devozione, testimonianza forte di fede, immagine evocativa della vicenda umana e storica che coinvolse il popolo di Terlizzi nel lontano 1639, quando “Unanimiter“ si affidò alla Vergine delle Vittorie in un momento carico di miserie, di difficoltà, di paure, con un pubblico Voto.

Da allora per i terlizzesi, la Vergine del Rosario è la Protettrice della città. Le varie Amministrazioni si ritengono le prime responsabili e depositarie del Voto che il popolo fece, e cercano di collegare idealmente con il loro interessamento e partecipazione attiva, passato e presente. In origine la festa assumeva un carattere prettamente Penitenziale. La processione si snodava per le vie della Civitas e attraversava quegl’angoli dove in quello scorcio del secolo XVII la peste, il tifo petecchiale, infezioni varie avevano colpito una popolazione povera al limite a volte della sopravvivenza.

Passando in quegl’angoli la Confraternita voleva e vuole rinsaldare il proprio amore e la propria riconoscenza verso la Vergine delle Vittorie. Nella Civitas, quindi risuonava in quei giorni il dolce cadenzare delle voci popolari che recitavano il Rosario evocando quasi in senso tragico i Misteri della Nascita, della Morte, della Risurrezione di nostro Signore Gesù Cristo. L’impostazione originaria della festa andò modificandosi all’inizio del secolo. Si inserirono in essa alcuni aspetti direi esterni e profani per venir incontro alle esigenze di natura folklorica ed economica emergenti e dalla popolazione e dalla Confraternita stessa.

Nel 1929 il Potestà Dott. Nicola Quercia, invia alla Regia Prefettura una istanza per ottenere la istituzione durante i giorni della Festa del Rosario di una Fiera Mercato di bestiame e di merce varia. Il Prefetto con proprio decreto accoglie la richiesta del Potestà. Da quell’anno in piazza Plebiscito e lungo Corso Dante durante i tre giorni della festa , folklore e interessi economici fanno tuttuno. Piazza Plebiscito e Corso Dante si trasformano, assumono aspetti particolari vengono invase da molteplici colori da luci variopinte, da suoni, da grida dei venditori e all’inizio e alla fine della festa gli spari concludono la partecipazione Sacra e profana con una profonda sensazione e intensità emotive. Trovano perfetta sintesi in questi giorni sacro e profano, inoltre è l’occasione per le famiglie per i singoli di affluire in Chiesa e di trovare una dimensione alla loro vita con la preghiera ed eventuale conversione, accostandosi al sacramento della Riconciliazione e alla Comunione. Giorni che vedono oltre che gesti di devozione mariana anche atti di carità.

Da secoli si rinnova il saldo legame spirituale con la Vergine del Rosario dal sabato precedente la festa. Dopo la Novena che viene tenuta nei giorni precedenti, il bellissimo simulacro vestito seicentesco, viene portato in Cattedrale. Si forma un lungo sciamare di popolo che accompagna la propria Madre con canti ed inni di gioia nella Chiesa Matrice dove viene esposta alla destra dell’Altare maggiore sul Presbiterio.

Il giorno della Festa, la mattina, il Vescovo accompagnato dal Capitolo verso le ore 10,00 fa il suo ingresso in Chiesa per celebrare il solenne pontificale, che assume una particolare intensità religiosa. Finito il pontificale la processione si snoda in un primo momento per le strette vie della Civitas medievale, dove al passaggio della Vergine si assiste ancora a scene di richieste di grazia da parte del popolo che accoglie la Vergine con forte amore filiale. Dopo la città vecchia, la processione si incammina per la nuova. Lungo il cammino si assiste anche qui a scene di pianto, di invocazione, di preghiere che vengono innalzate, di gente che adorna i propri balconi con variopinte coperte di seta o al passaggio della Madonna getta sulla stessa petali di fiori.

Sembra il passaggio di una persona amata conosciuta, che ogni anno passa per confortare, per incoraggiare per richiamare alla conversione e per stimolare verso un rinnovamento personale e sociale. Una persona che invita ad allargare il proprio orizzonte di fede. A mezzo giorno la processione arriva in piazza Cavour, dove fino a poco tempo fa veniva letta la supplica. Anche questo è un momento di particolare intensità emotiva e devozionale. Il popolo in silenzio ascolta e recita in coro le Ave Maria e la Salve Regina. Dopo la supplica si avvia verso la Cattedrale. Qui si scioglie la processione e il popolo ritorna alla proprie case sereno di aver partecipato a un momento religioso però nello stesso tempo voluto.

Il lunedì successivo dopo l’Ave Maria, la Madonna del Rosario dalla Cattedrale rientra nella propria Chiesa. A partire dal 1963 la processione del lunedì assunse un carattere particolare con l’allestimento di un carro di fiori sul quale veniva posta la Statua della Vergine. La floricoltura che dagli inizi degli anni sessanta assunse notevole sviluppo a Terlizzi, in un primo momento vide nella festa del Rosario l’occasione giusta per presentarsi e farsi conoscere. I floricoltori pertanto collegarono alla festa della Madonna del Rosario una sagra del fiore, e prepararono ogni anno un carro floreale sul quale la Madonna doveva troneggiare. Il 1962 iniziò questa prima timida manifestazione floreale. I floricoltori allestirono un mappamondo che fu rivestito di garofani bianchi e rosa, e vi sistemarono il simulacro della Vergine. Il 1963 sullo stesso mappamondo rivestito quest’anno di garofani bianchi e con una fascia trasversale di garofani di color viola, trovò posto la Vergine. Il 1964 fu sistemata su una magnifica conchiglia, il 1965 su una caravella che evocava la battaglia di Lepanto. La Madonna fu messa sulla poppa. L’allestimento del carro floreale era ed è la testimonianza profonda di fede di una categoria economica verso la Vergine del Rosario, alla quale chiede aiuto e protezione. Purtroppo il collegamento sagra del fiore – festa del Rosario non durò a lungo. Si vedeva e si vede in questa festa come un qualcosa che disturba la festa Patronale in onore della Vergine di Sovereto. Invidie malcontenti si insinuarono oltre che nelle istituzioni confraternali anche in quelle civili che provocarono per alcuni anni la non partecipazione delle Amministrazioni alla processione penitenziale della domenica. Negli anni cinquanta la festa della Madonna del Rosario fu riconosciuta dall’Amministrazione come “seconda manifestazione religiosa “ (Sindaco Prof. Antonio La Tegola) alla quale l’Amministrazione ricominciò a dare i suoi contributi e a partecipare con il gonfalone della Città, la domenica al pontificale e alla processione.

Fonte: confraternitadelrosarioterlizzi.it