Origini culto Santa Maria di Giano

La Chiesa di Santa Maria di Giano si trova al confine tra Trani e Bisceglie e le sue origini si perdono nella notte dei tempi. Il nome testimonia l’antichità di questo edificio già dedito al culto pagano. Si presenta come una costruzione ad aula unica con cupola centrale coperta da pennacchi, monoabsidata con copertura a chiancarelle. I blocchi calcarei con cui è costruita sono architettonicamente colti da farla sembrare di età più evoluta e non una semplice chiesa rurale dell’XI secolo. Oggi è in disuso e in stato di abbandono.

La costruzione in pietra locale lavorata quasi senza malta poggia sulle rovine di un tempietto pagano; con l’avvento del cristianesimo, venne soppresso il culto pagano e divenne protettrice del casale Santa Maria di Giano. All’interno vi sono affreschi raffiguranti la morte di Maria, San Nicola Pellegrino e San Giacomo.

Vi si trova anche un altare detto di San Lorenzo sotto cui vennero trovate degli assi romani(monete) e dove nel 1182 venne deposto il braccio di Santo Stefano che si conservava nel monastero di Colonna a Trani, oggi conservato in Cattedrale. Fino a non molto tempo fa i biscegliesi vi si recavano in pellegrinaggio tra la Pasqua e la Pentecoste, per fare suppliche in tempo di siccità.