Sinagoga di Scola Grande - Museo Diocesano Sant'Anna sez. ebraica

La sinagoga di Scola Grande sorge su quella che era la strada principale dell'antico quartiere ebraico tranese. Fu edificata nel 1246-47, nel periodo di massimo splendore della comunità giudaica che, già intorno al 1160, contava ben 200 fuochi, così come ci riportava sul suo diario il ricco mercante Benjamin da Tudela, giunto qui a Trani durante un suo lungo viaggio. Nel quartiere dove gli ebrei si erano insediati, infatti, si contavano ben quattro sinagoghe, due delle quali risultavano già distrutte nel 1700.

Storia

Durante la prima metà dell'XI secolo Trani ospitava una numerosa comunità, alle cui probabili origini ci sarebbero ebrei venuti dalla Spagna Islamica per sfuggire all'intolleranza dei musulmani Almohadi. È anche probabile che famiglie di ebrei di Bari si siano rifugiate in città quando Guglielmo I di Sicilia distrusse Bari nel 1156 per punirla di essersi consegnata all'imperatore bizantino Manuele I di Bisanzio. L'ebreo Beniamino di Tudela, in Navarra, nel suo diario di viaggio, intrapreso tra il 1159 e il 1166 attraverso l'Europa e l'Asia, giunto a Trani, annotò che Qui vi è una comunità d'Israele di circa duecento con a capo rabbi Elia, rabbi Natan il commentatore e rabbi Iacob. Il periodo normanno-svevo fu il più felice nella storia degli ebrei di Trani. Cone Enrico VI del Sacro Romano Impero nel 1195 conferma l'autorità dell'arcivescovo di Trani sulla giudecca, tuttavia gli ebrei tranesi godono della protezione dell'imperatore che proibisce le conversioni forzate e l'estorsione di denaro da parte di funzionari o cristiani nei loro confronti. Come ci tramanda il giurista tranese Cesare Lambertini essi ebbero il privilegio del monopolio del commercio della seta dall'imperatore Federico II e giunsero ad avere quattro sinagoghe, l'ultima delle quali fu completata nel 1247. Ci fu in questo periodo una eletta fioritura di studi, soprattutto talmudici, come prova la presenza di due dei più grandi maestri dei secoli XII-XIII: Isaia ben Mali "l'Anziano", nato verso il 1180, e suo nipote Isaia ben Eliyah "il Giovane". La serenità della comunità tranese fu turbata agli inizi della dominazione angioina con la conversione al Cristianesimo del maestro Manuforte. L'accanita azione di proselitismo di Francescani e Domenicani, spinti dalla corte angioina, portò alla fine del XIII secolo al disfacimento delle comunità e al passaggio (spesso di comodo) di molti ebrei del Regno alla fede cristiana; a Trani nel 1294 i convertiti furono 310. Conseguentemente le quattro sinagoghe di Trani furono convertite in chiese cattoliche. Le conversioni della fine del XIII secolo, tuttavia, non distrussero del tutto in Trani la presenza ebraica. Essa pian piano si riprese e con gli Aragonesi, divenuti nel 1442 nuovi signori del regno, la comunità ritornò una delle più importanti di Puglia. La situazione precipitò nuovamente quando nel 1495 Carlo VIII di Francia invase il Regno: i beni di ebrei e neofiti furono sequestrati e ben 120 famiglie fuggirono a Barletta, Giovinazzo e altri paesi vicini. In cambio dell'aiuto ottenuto contro i francesi, nel 1496 Ferdinando II di Napoli cedette in pegno Trani a Venezia, che la tenne sino al 1509. Fu questo un periodo di relativa calma per la comunità giudaica di Trani, ma già nel 1510 gli ebrei e i neofiti della città dovettero lasciarla per volontà di Ferdinando II di Aragona, detto il Cattolico, nuovo sovrano del regno di Napoli. A questa data i nuclei ebraici stabili erano 15, quelli avventizi 32; alcuni neofiti riuscirono a dimostrare la loro fede cattolica e poterono restare. In tutto il Regno fu permesso anche di restare a circa duecento famiglie ebraiche facoltose per sovvenire ai bisogni del popolo. Le necessità economiche spinsero gli spagnoli, di lì a qualche anno, a favorire il ritorno degli ebrei e a legalizzare la loro presenza. La comunità di Trani è di nuovo attestata nel 1518 e perdurò sino al 1541, anno dell'espulsione definitiva degli ebrei dal Viceregno voluta dall'imperatore Carlo V d'Asburgo.

Restauro

Il progetto di realizzazione, ideato già nel 1992, è terminato nel dicembre 2009 con l'apertura del museo. Gli accurati lavori di restauro sono stati rivolti al recupero dell'antica struttura sinagogale, riportando alla luce il livello del piano di calpestio originario, alcune cisterne e una base di seduta in pietra, senza oscurare, tuttavia, gli elementi aggiunti durante il periodo successivo. Della struttura originaria della sinagoga si conservano ancora i muri perimetrali, un'epigrafe ritrovata all'interno, che riporta come anno di fondazione il 5007 dalla creazione del mondo, la pregevolissima cupola intradossata nel tamburo ottagonale (ricordata nella suddetta epigrafe come: "alta e maestosa") e, in facciata, sopra la porta secondaria, un piccolo timpano a cuspide, probabile coronamento dell'Aròn ha-kodesh che poteva trovarsi all'interno. Sono stati conservati, infatti, un antico altare ligneo settecentesco, l'abside medievale della chiesa, le decorazioni seicentesche e, all'esterno, il campanile. I lavori hanno recuperato dunque la stratigrafia del tempio, all'interno del quale trovano oggi adeguata sistemazione i reperti della storia ebraica cittadina dei secoli XIII-XV. La sinagoga-museo Sant'Anna è l'unico museo di storia ebraica presente in tutto il meridione d'Italia.

Esposizione

All'interno della struttura hanno trovato collocazione alcuni reperti della storia ebraica cittadina. Nella cripta sono custoditi alcuni cippi tombali provenienti dai cimiteri della comunità ebraica della città. Nella zona superiore, invece, oltre ai pannelli didattici esplicativi della storia della presenza ebraica a Trani e nel Mezzogiorno fino al XIII-XV secolo e della storia di questa sinagoga-chiesa, si conservano copie di documenti e due reperti di eccezionale valore storico: un'antica Mezuzah risalente al XII - XIII sec. e frammenti pergamenacei di un'antica Bibbia in ebraico del XIV secolo.

Fonte: wikipedia.it