TRANI - Alla scoperta dell'ipogeo di S. Leucio

Al termine di alcuni lavori di restauro, è tornato accessibile per le visite, l'ipogeo di San Leucio, nel cuore della Cattedrale di Trani.

Ecco alcuni cenni storici trovati sul sito della Cattedrale ( www.cattedraletrani.it ) Per una scaletta di una quindicina di gradini, dalla navata sinistra di S. Maria della Scala si scende nell'Ipogeo di S. Leucio, a m.1 ,60 circa sotto il livello del mare. L'ambiente (sup. m.9,50 x 6,15, alt. m. 4), di forma irregolarmente rettangolare col lato minore di fondo ricurvo a mo' di abside, consiste in un corridoio con volta a botte, che gira attorno ad una cella centrale, anche essa a forma quasi rettangolare e con copertura a botte, comunicante nei suoi quattro lati col corridoio per mezzo di tre porte, due ad arco tondo ed una a trabeazione orizzontale, e di una finestrella con architrave e davanzale in legno. Tutta la struttura muraria è realizzata in conci di pietra quasi grezzi, ma disposti con molta regolarità. A destra di chi entra vi è un'altra scaletta in pietra, ora in disuso, che metteva in comunicazione l'ipogeo con l'antica Chiesa di S. Leucio, attualmente adibita a disimpegni ed infrastrutture per il culto.

La coincidenza della superficie della parte pseudo-absidale di quest'ambiente sotterraneo con quella absidale della sovrastante antica Chiesa di S. Maria, localizzata negli scavi del 1970- 71 (l), sembra tutt'altro che casuale. L'ipogeo, incastonato quale preziosa gemma nel cuore del complesso monumentale del Duomo, non può non essere collegato a particolari motivi di devozione insiti in quel preciso luogo e pertanto ci si sente fortemente tentati di ipotizzare un'epoca della sua costruzione, anzi di scavo, anteriore a quella di tutte le strutture che costituiscono o hanno costituito le varie sacre fabbriche. Ma allo stato attuale la tecnica costruttiva ed i reperti disponibili distolgono da altre illazioni e provano che quest'ipogeo fu approntato per custodirvi le reliquie di S. Leucio, dopo che gli arditi marinai tranesi le trafugarono da Brindisi nel 663 e quindi questo ambiente, così come lo vediamo ora, è del sec. VII.

Gli scavi eseguiti nel 1970-71 hanno messo in luce un pavimento costituito da piccole lastre rettangolari di pietra locale e, all'ingresso, da una pietra tombale ornata di uno scudo. Lungo il tratto ricurvo del corridoio, formante come si è detto una specie di abside, sono stati rinvenuti resti di altari ed altri elementi liturgici propri del rito orientale, che peraltro è storicamente accertato che si praticasse a Trani durante la dominazione bizantina ed anche fino a tutto il sec. XVII (1). Una colonnina sormontata da un foro ci dà l'idea di un antico spegnitoio di torcia.

Ornano quest'ipogeo quattro affreschi: quello a sinistra di chi entra, non più antico del sec. VII e non più recente del XII, è ripartito in una specie di dittico, in cui a sinistra si vede una figura femminile dallo sguardo fisso, ma in atteggiamento alquanto mosso, con un libro aperto fra le mani, mentre più rigido appare l'aspetto della figura a destra; questo affresco pare superstite di una serie che doveva susseguirsi lungo le restanti pareti; nell'interno della celletta è affrescata una deposizione dalla Croce, che sembra del sec. XVI o XVII, cioè di un'epoca in cui questo ambiente fu adibito a sepoltura.

Lungo la parete ricurva in fondo, ai lati di una mezzaluna centrale contrassegnata da qualche traccia di un affresco ormai scomparso, sono ben visibili due figure di Santi, che sembrano anch'esse del sec. XVI-XVII, o per lo meno in tale epoca indelebilmente ritoccate: S. Paolo, primo eremita, a sinistra e S. Onofrio a destra.

Posted by Nicola Caputo Wednesday, January 29, 2020 12:00:00 AM Categories: Le Chiese di Trani Trani
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