Cattedrale di Trani

Per la sua vastità e il suo essere complesso, la Cattedrale di Trani la possiamo dividere in sette subtruture:

  • Basilica paleocristiana
  • Santa Maria della Scala
  • Ipogeo di San Leucio
  • Fraternita di San Giovanni
  • Cripta longitudinale
  • Soccorpo di San Nicola
  • Chiesa superiore

 

Basilica paleocristina

Fino a qualche tempo fa l'esiguo numero di monumenti dei primi secoli della nostra era non consentiva che, nel panorama dell'arte pugliese, il capitoloconcernente le tappe del faticoso cammino del primo cristinasimo trovasse una adeguata collocazione.

L'impianto più antico va riconosciuto ad una profondità media di metri 1,50 al di sotto del pavimento musivo di Santa Maria della Scala. Ma i resti abbondanti di una combustione ci parlano di una preesistente costruzione (del III secolo?) che potrebbe essere andata distrutta a causa di un evento drammatico.

Abbiamo comunque elementi per poter affermare che questa basilica dovesse avere originariamente dimensioni ragguardevoli stando al fatto che i resti di essa si estendono oltre i limiti della superficie corrispondente alla cripta longitudinale.

Santa Maria della Scala

Di Santa Maria della Scala, che oggi costituisce la cripta longitudinale del duomo, si parla fin dai tempi più antichi.

Eretta nel VII secolo era officiata dai Benedettini, fino al 1104, anno in cui questi ultimi passarono a Santa Maria di Colonna. Santa maria ha tre navate le cui volte a crociera poggiano su ventidue colonne, di marmo orientale, di provenienza pagana. Abbattuta parzialmente la primitiva basilica vi si alzarono dei pilastri a sostegno del duomo attuale raccordandone il prospetto mediante una scala.

All'interno vi sono affreschi di S. Onofrio, di S. Antonio Abate, di S. Eustacchio e di Maria Vergine. In fondo alla navata di destra vi è il sarcofago Lambertini che risale alla prima metà del XIV secolo. Vi sono gli stemmi delle famiglie Lambertini, Passasepe, ed Orsini.

Ipogeo di San Leucio

Trattasi dell'ipogeo scavato nel calcare al di sotto del livello del mare, di fianco al soccorpo di San Nicola al Duomo, nel cui interno furno inumate le ossa di San Leucio. L'ipogeo, costruito forse prima di S. Maria della Scala, alla quale chiesa servì poi come cripta, è un ambiente di forma quadrangolare, che gira attorno ad una cella centrale in cui vi sono resti di affreschidi epoca bizantina.

Fratèrnita di San Giovanni

Questa chiesa sorse accanto alla cattedrale, per volere del vescovo Delio (1059) quando questi per riformare i costumi dei preti secolari li costrinse a far vita comune.

Probabilmente questa fratèrnita prese il posto dei benedettini che intorno a quell'anno si erano trasferiti altrove, dopo aver accudito per lungo tempo alla conduzione delle funzioni religiose in cattedrale. la chiesa di San Giovanni era immersa, come in parte anche il duomo, in quel contesto di fabbricati che faceva della zona il centro della città a quei tempi.

Cripta longitudinale

Per molti la cripta longitudinale del Duomo coinciderebbe con l'antica chiesa di S. Maria della Scala: questo non è possibile poichè S. Maria della Scala è di epoca longobarda (VII sec.) mentre la cripta longitudinale assume l'aspetto attuale in piena denominazione normanna.

Infatti è solo dopo la distruzione parziale della basilica di S. Maria della Scala che la cripta longitudinale viene ad acquisire una sua precisa fisionomia con un ridimensionamento della sua stessa area. A quella area è venuta meno l'abside della chiesa precedente per fare spazio alla cripta trasversale su cui poggerà come poggia il transetto della basilica superiore intitolata a San Nicola Pellegrino. In compenso la chiesa attuale, che funziona come cripta longitudinale del complesso, ha guadagnato in prospettiva con il suo angiporto che la prcede introducento il visitatore in maniera suggestiva attraverso il doppio colonnato della chiesa stessa.

Soccorpo di S. Nicola

Questa cripta trasversale del duomo risale ai primi del XII secolo. Vi si accede per una doppia scala dal cui pianerottolo si accede anche alla spoglia dell'Arciconfraternita del Santissimo. Il soccorpo può considerarsi una delle più grandi cripte misurando ben 23,80 mt X 11,60 mt.

Quarantotto piccole volte a crociera, poggianti su ventotto colonne di marmo, con capitelli in ordine corinzio, danno all'ambiente un aspetto quanto mai suggestivo. Il limitare interno della porta di questo locale è rivestito da un archetto facente parte una volta del mausoleo dell'arcivescovo Giovanni (1053-1059) mentre una colonna della terza fila ci è una iscrizione indecifabile del1544 (S. Capozzi).

Qui si trova la tomba di San Nicola Pellegrino, il cui altare portava fino a qualche tempo fa (oggi al museo Diocesano) una tavola in stile bizantino. Essa riproduce la figura di San Nicoliello ed è attribuibile ad anonimo bizantineggiante della prima metà del XIV secolo.

la cripta di San Nicola è uno dei locali più suggestivi dell'intero complesso in cui si respira l'aria del tempo andato nella frescura delle pareti nude su cui alita il cento delle cose.

Chiesa superiore

Il fatto particolare di questa chiesa che trovasi ad essere il maggior tempio cittadino in senso assoluto la porta avere dimensioni monumentali. edificata subito dopo la morte di San Nicola Pellegrino, nel 1099 e seguenti, da un ignoto architetto dicui apprezziamo la maestria a distanza di tanto tempo, ha uno slancio che ne contraddistingue l'insieme facendone uno dei più bei esemplari di basilica romanica pugliese.

La costruzione di questa cattedrale va inserita nel contesto delle vicende cittafine che si susseguirono a ritmo incalzante in quei primi anni del millennio.

Le ventiquattro colonne, di ordine composto, che fanno della chiesa superiore de Duomo una selva di pietra stanno a significare momenti ed apporti diversi nella costruzione di questo grande edificio.

La purezza della facciata poi, ben si accorda con l'eleganza delle forme di cui è pervaso il tutto architettonico nel gioco sapiente dei volumi.

Di pregevole fattura il portale che si apre sul sagrato contraddistinto da un archivolto elaborato che poggia su stipiti finemente decorati dalla mano dell'uomo.

La porta del Duomo ha come autore Barisano da Trani, straordinario scultore del XII secolo, di cui non sappiamo quasi nulla e meno ne sapremmo se non avesse firmato le sue opere.

Essa è fatta, di trentadue pannelli rettangolari, riproducenti soggetti sacri e profani, illegiadriti da cornici finemente eleborate, in cui si stagliano piccoli medaglioni figurativi. Di recente è stata prodotto una copia in bronzo che ha sostituito il portone in legno; l'originale è visitabile nella Basilica superiore del duomo in attesa di trovar posto nel Museo Diocesano di Trani.

Fonte: "le cento chiese di trani" di Giuseppe Amorese